venerdì 17 marzo 2017

LIBERTÀ DI RELIGIONE? SÌ, MA CON LIMITI


Come era prevedibile, la recente sentenza della Corte Europea di Giustizia, che ha stabilito che un’azienda privata può vietare a una dipendente di portare il velo islamico durante i contatti con i clienti, ha sollevato un vespaio di polemiche. Sebbene, infatti, gli euro-giudici abbiano chiarito che il divieto non costituisce una discriminazione diretta fondata sulla religione, ma mira ad un’esigenza di neutralità dell’impresa, applicabile a chiunque indossi in modo visibile simboli politici, filosofici o religiosi sul luogo di lavoro, dai più la sentenza è stata vista come una legittimazione a fare discriminazioni religiose e non solo. Ed il rischio che può nascondersi dietro ad una tale sentenza diviene ancor più concreto se pensiamo al crescente diffondersi, a livello internazionale, di rigurgiti conservatori, protezionistici, nazionalistici. Anche in Italia, dove la società negli ultimi decenni è diventata sempre più multietnica anche per il drammatico fenomeno dei migranti, l’ordinamento giuridico si è dovuto sempre più adeguare a una realtà multiculturale e multireligiosa, contemperando principi consolidati con l’evoluzione sociale.

martedì 14 marzo 2017

LAVORO: L’ASSENTEISMO STRISCIANTE DEI LAVORATORI NEGLIGENTI


I lavoratori infedeli di cui ci racconta, ancora quotidianamente, la cronaca, sono generalmente gli assenteisti, i cosiddetti furbetti del cartellino, che, o autonomamente o attraverso colleghi complici, timbrano il cartellino per poi assentarsi del tutto dal lavoro e dedicarsi agli affari propri. Ma, certamente non è meno infedele e più produttivo il lavoratore che, pur presente sul posto di lavoro, consapevolmente ed in maniera del tutto ingiustificata si sottrae alla prestazione lavorativa, contravvenendo agli obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà che sovrintendono il rapporto di lavoro. Basti pensare ai casi in cui, attraverso comportamenti espliciti o semplicemente inerti, il lavoratore non compie le attività proprie della funzione ricoperta o quelle affidategli dal superiore gerarchico, denotando così un comportamento volutamente di scarsa collaborazione o addirittura di contrasto con le direttive aziendali, in aperta insubordinazione. Che può fare in questi casi il datore di lavoro?

martedì 7 marzo 2017

CIRCOLAZIONE STRADALE: ACQUA SUL MANTO, IL COMUNE È RESPONSABILE DELL’INCIDENTE?


Alla guida del nostro veicolo può capitare di imbatterci in un’insidia stradale che, se grave e difficile da aggirare, può essere causa di un sinistro. In questi casi il primo responsabile ai nostri occhi è l’organo pubblico che ha il compito di assicurare la sicurezza attraverso il mantenimento in buone condizioni del manto stradale: il Comune o la Provincia. Questi dovrebbero essere i custodi di un siffatto bene pubblico e, come tali, tenuti al risarcimento danni subiti dal cittadino. Ma è davvero così? Di tale argomento si è occupata recentemente la Corte di Cassazione. Vediamo insieme di analizzare meglio la questione…

lunedì 27 febbraio 2017

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: TRAFFICO DI INFLUENZE ILLECITE, MA COS’È?


Non ha nulla a che fare con il traffico urbano e non indica neppure una vendita illecita di influenze fasulle per lavoratori assenteisti. In realtà, questa espressione suggestiva ed affascinante, ma sconosciuta ed insignificante per i più, altro non è che il nome di un reato introdotto dalla Legge Severino, che ha riformato la disciplina di vari reati contro la pubblica amministrazione. L’occasione per venirne a conoscenza è stata fornita dal clamore mediatico che sta accompagnando la notizia di un’inchiesta per corruzione negli appalti delle pubbliche amministrazioni, che vedrebbe coinvolto anche il padre dell’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Vediamo, allora, di cosa si sta parlando ed in cosa consista esattamente questo reato.