mercoledì 11 aprile 2018

SEPARAZIONE: SE L’EX PERCEPISCE IL TFR?



Ecco quanto ci scrive Laura: “Ventisei anni di matrimonio dedicati alla famiglia, ho 58 anni, appena sposata ho rinunciato alla mia attività lavorativa di impiegata per dedicarmi a casa e figli, forse un giorno avrò diritto alla pensione sociale e da separata il mio “ex” mi passa un mantenimento di 500 euro mensili. Ho diritto ad avere una quota della sua liquidazione di fine rapporto lavorativo, da lui percepita mentre ci stavamo separando?” I temi sono dunque i seguenti: Cosa accade se uno dei due coniugi percepisce il TFR durante il periodo di separazione? Il, non ancora, ex coniuge ha diritto ad una parte di tale somma? I quesiti sono interessanti e piuttosto frequenti. Vediamo di dare risposta …

lunedì 19 febbraio 2018

BANCA: CONTO CORRENTE COINTESTATO, PRASSI DIFFUSA E DUBBI DA CHIARIRE



Solitamente ogni conto corrente ha un solo intestatario il quale ha la disponibilità dell’intera somma depositata dall’apertura del conto stesso alla sua estinzione. Tuttavia, una pratica assai comune è quella di avere un conto corrente cointestato, che può essere a firma congiunta (per ogni operazione è necessaria la firma di tutti i cointestatari) oppure disgiunta (ogni titolare può disporre liberamente delle somme depositate). Svariati i motivi della scelta: il marito con la moglie per garantire i necessari e frequenti prelievi per tutto quello che riguarda le spese domestiche, allo stesso modo l’anziano, ormai non più autosufficiente, con una badante convivente, oppure la zia con il nipote per anticipare un lascito successorio. Al di là delle ragioni e della comodità di gestione, la cointestazione dà però luogo a qualche dubbio. Si tratta solo di un atto formale oppure può essere considerata una donazione a tutti gli effetti? Sul tema, di recente, si è espressa la Corte di Cassazione chiarendo con maggior precisione quali siano i confini, gli effetti legali e le conseguenze di questa scelta. Guardiamo quali…

mercoledì 14 febbraio 2018

CONDOMINIO: SE IL CUSTODE FA IL FURBETTO SCATTA IL LICENZIAMENTO!



Qualche tempo fa un caro amico mi raccontava che il portiere dello stabile in cui vive pone in essere nei suoi riguardi condotte irrispettose e denigratorie. Mi diceva che, dopo aver più volte trovato sguarnita la guardiola per periodi di tempo molto lunghi, si era permesso di richiamare lo stesso ad un comportamento aderente alle mansioni per le quali era stato assunto invitandolo ad una maggiore attenzione nelle pulizie dello stabile e ad una presenza costante all’ingresso dell’edificio in considerazione della sua funzione appunto di custode. Mi precisava inoltre di aver effettuato delle piccole indagini e di aver scoperto che, durante le prolungate assenze dalla portineria, il furbetto si occupava delle pulizie di alcuni appartamenti e di altre piccole incombenze quali, ad esempio, il pagamento di bollette presso il vicino ufficio postale e piccole spese per taluni condomini di cui godeva simpatia e fiducia. In risposta ai legittimi richiami effettuati da uno dei suoi datori di lavoro, il signore in questione, anziché scusarsi e rassicurare il suo interlocutore aveva, per giunta, proferito parole ingiuriose ed offensive evidenziando che godeva della stima di molti altri proprietari e che non sarebbe mai riuscito a licenziarlo. E voi, cari lettori, vi siete mai trovati in questa sgradevole situazione? È proprio vero che il custode che assume questo atteggiamento possa farla franca? Vediamolo insieme …

lunedì 12 febbraio 2018

RESPONSABILITÀ SANITARIA: A NON ASSICURARSI BENE SI RISCHIA DI PAGARE DI TASCA PROPRIA



Medici e operatori sanitari sono in grado di comprendere a fondo e circoscrivere i rischi connessi alla propria attività lavorativa? Sottovalutare questo aspetto comporta la concreta possibilità di non essere garantiti in caso di errore.